Dal 19 maggio al 25 giugno, una mostra curata da Mimmo Sardella

Armando De Stefano omaggia Jorge Luis Borges, con una mostra ospitata al Palazzo delle Arti di Napoli.
“Ombre”, titolo dell’esposizione, si compone di un corpus di un nucleo di circa trenta tele dove è chiara l’ispirazione a Jorge Luis Borges. Dell’autore argentino Armando De Stefano confessa di aver letto tutto.
Scrive Mario Franco nel saggio in catalogo: “Le coincidenze tra la poesia di Borges e la pittura di De Stefano non sono solo formali. Entrambi pensano all’“Esistenza” come a un cerchio che dal visibile porta verso l’Invisibile, dalla concretezza alla sua ombra, che è anche ricordo, immagine, sogno, in un gioco di prossimità e lontananza. Borges diventa per De Stefano il suo vate; lo affascina la sua scrittura ancor più la filosofia che la permea, fino ad aderire con la sua personale poetica di artista alla visione di un mondo inafferrabile – da cui il titolo Ombre -, dipingendo veri e propri topos pittorici densi di effetti, come immedesimandosi nel vissuto del poeta, affetto da una grave malattia che progressivamente lo portava alla cecità”
La mostra si compone, oltre al ciclo Ombre, di altri due cicli: “Porta di Stabia”, dedicato ad Amedeo Maiuri, archeologo e docente indimenticabile, e “La terra infetta”, sei acrilici dedicati al mondo che distruggiamo.

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