“Presenteremo ricorso al Tar contro il via libera del ministero delle Politiche agricole alla nuova Mozzarella Dop di Gioia del Colle. È una decisione che non possiamo accettare, a tutela dei consumatori, del prodotto e della nostra storia”.
Il presidente del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop, Domenico Raimondo, annuncia così l’avvio dell’azione legale dopo la lettera con cui gli uffici del ministero della Politiche Agricole, Alimentari e Forestali hanno comunicato l’ok alla proposta arrivata dalla Puglia.
“La partita non è affatto chiusa – commenta Raimondo – andremo fino in fondo e utilizzeremo ogni mezzo a disposizione per evitare quello che è a nostro avviso un clamoroso autogol dell’Italia, che né i mercati né i consumatori capirebbero. Il ricorso alla magistratura è il prossimo passo, ma anche a livello comunitario siamo pronti a far sentire la nostra voce, visto che l’ultima parola spetta proprio all’Unione Europea”.
Una parte delle osservazioni dei produttori campani è stata già accolta dal dicastero, visto che nella nuova versione del disciplinare della Dop di Gioia del Colle si obbligano i produttori a scrivere in etichetta che il prodotto è ottenuto da latte vaccino.
“Questo deve essere chiaro e va inserito nel logo stesso della loro denominazione – conclude Raimondo – Ovviamente non può bastare, per questo la nostra attenzione resta massima su tutto l’iter, che è ben lontano dalla conclusione”.
Intanto, il consorziolancia l’allarme truffe sulle vendite on line di mozzarella di bufala campana Dop. Il 20% delle inserzioni è stato segnalato all’Ispettorato Centrale per la Qualità e la Repressione delle frodi agroalimentari (Icqrf) in seguito all’attività di monitoraggio eseguita dal Consorzio. Nel 2017 sono stati effettuati 887 controlli su internet, di cui 583 sui grandi player mondiali dell’e-commerce.
Sul totale degli annunci valutati come irregolari, e pertanto portati al vaglio dell’Icqrf che sta svolgendo ulteriori accertamenti, il 55% è stato pubblicato su Alibaba; il 36% su E-bay e l’8% su Amazon. I giganti del web tuttavia hanno sottoscritto accordi di cooperazione con l’Icqrf per avviare, in modo fattivo e soprattutto in tempi rapidissimi, le procedure di contrasto a usurpazioni ed evocazioni dei prodotti agroalimentari a marchio Dop, a tutela del “Made in Italy”, attraverso il blocco immediato degli annunci irregolari.
L’allerta arriva all’indomani dell’approvazione della relazione conclusiva delle attività da parte della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla contraffazione presieduta da Mario Catania, in cui si sottolinea la necessità di interventi volti a regolamentare il settore dell’e-commerce.
Come difendersi? Il Consorzio ha stilato il vademecum antitruffe, che vale per ogni tipo di acquisto. Tre le verifiche da fare per riconoscere l’autentica mozzarella di bufala campana Dop:

  1. Per legge, la Mozzarella di Bufala Campana Dop deve essere sempre posta in vendita solo confezionata all’origine.
  2. Ogni confezione deve riportare le seguenti indicazioni:
    – nome completo della denominazione “Mozzarella di Bufala Campana”
    – logo della denominazione e logo arancione del marchio europeo Dop
    – numero di autorizzazione del caseificio, che può essere verificato sul nostro portale www.mozzarelladop.it dove sono riportati tutti i produttori certificati. Solo così si può essere certi che si tratti di un prodotto autentico.
  3. Se la confezione è una busta annodata, deve essere presente un sigillo di garanzia, apposto dal produttore.

Per gli acquisti via web, inoltre, bisogna stare attenti anche al prezzo di vendita, al netto delle spese di spedizione. Un prezzo troppo basso, inferiore ai 10 euro al chilo (tranne per periodi limitati di promozione) deve subito far scattare il campanello d’allarme.

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