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La sedia della Santarella. Santa Maria Francesca e il desiderio di maternità

Ai Quartieri Spagnoli di Napoli, le donne che chiedono una gravidanza vi si siedono e pregano. Ricevono poi la benedizione con una reliquia della santa.

by Luigi D'Alise 5 Ottobre 2026
5 Ottobre 2026
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di Giovanni Gugg | antropologo

Nei Quartieri Spagnoli di Napoli, in vico Tre Re a Toledo, c’è una sedia sulla quale continuano a sedersi donne che desiderano avere un figlio. Alcune arrivano da Napoli, altre da più lontano; qualcuna sta affrontando cure per l’infertilità o percorsi di procreazione medicalmente assistita. Pregano, ricevono una benedizione e, quando la gravidanza tanto attesa arriva, molte ritornano con un fiocco rosa o azzurro, una fotografia, talvolta con il bambino.
La sedia si trova nella casa-santuario di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, la «Santarella», morta il 6 ottobre 1791. Maria Francesca si chiamava Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo ed era nata il 25 marzo 1715 proprio nei Quartieri Spagnoli, in una famiglia di commercianti di passamanerie. A sedici anni divenne terziaria francescana alcantarina e visse da «bizzoca», come venivano chiamate quelle donne che sceglievano una vita religiosa senza entrare in convento. La fama che la circondò riguardava soprattutto le sue esperienze mistiche: i devoti le attribuivano stigmate, profezie e guarigioni. Fu beatificata nel 1843 e canonizzata nel 1867.
Il suo legame con la maternità si è affermato nel corso del tempo e oggi costituisce uno degli aspetti più conosciuti della devozione. Maria Francesca non ebbe figli e la sua biografia religiosa non nasce intorno alla gravidanza o al parto: anche i santi, dunque, possono acquisire nuove «competenze» man mano che cambiano le persone che si rivolgono loro e le richieste che vengono affidate alla loro protezione.
Al centro del rito napoletano c’è proprio la sedia sulla quale, secondo la tradizione, Maria Francesca riposava durante le sue sofferenze. Le donne che chiedono una gravidanza vi si siedono e pregano; ricevono poi la benedizione con una reliquia della santa. Sono gesti che appartengono a una storia molto antica della devozione cattolica, nella quale il contatto fisico con reliquie, immagini e oggetti appartenuti ai santi permette di stabilire una relazione particolarmente diretta con il sacro. In questo caso il gesto acquista una forza ulteriore perché è il corpo della donna a occupare il posto che fu della santa, mentre la grazia richiesta riguarda proprio quel corpo e la sua capacità di generare.
Maria Francesca non è sola. In Campania esiste una vera geografia devozionale legata alla maternità. A Materdomini, in Irpinia, San Gerardo Maiella è invocato dalle gestanti e il suo culto è legato al famoso fazzoletto che, secondo la tradizione, avrebbe salvato una donna durante un parto difficile. A Sant’Agnello, nella Penisola Sorrentina, le donne incinte visitano il santo il 14 dicembre per chiedere protezione durante la gravidanza; anche a Napoli esisteva una sedia sulla quale sedevano le donne che invocavano Sant’Agnello e Santa Maria Intercede. Alla Marina Grande di Sorrento, invece, ci si rivolge ancora a Sant’Anna ricordandole che «trent’anni steste che figli non aveste, eppure di Maria foste mamma».
La medicina ha modificato radicalmente gravidanza, parto e trattamento dell’infertilità, ma non ha fatto scomparire queste pratiche. Fra le testimonianze legate a Maria Francesca si trovano anche donne che affiancano la preghiera alla procreazione medicalmente assistita. Non è necessario che percepiscano una contraddizione: al medico si affidano il corpo, gli esami e le terapie; alla santa possono essere consegnati l’attesa, la paura di un altro insuccesso e una speranza che nessun trattamento può garantire.
Per questo la sedia dei Quartieri Spagnoli continua ad avere visitatrici: intorno a essa sono cambiati quasi tutti gli strumenti con cui una gravidanza viene cercata e seguita, dalle ecografie alle terapie ormonali e alla fecondazione assistita. Eppure, il 6 ottobre come negli altri giorni dell’anno, c’è ancora chi entra nella casa della Santarella, aspetta il proprio turno e, per qualche minuto, si siede.

Santa Maria Francesca delle Cinque PiagheSedia della Santarella

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