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Dai Troubles alla Brexit: best of luck, Belfast

by Luigi D'Alise 2 Settembre 2019
2 Settembre 2019
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Qui a Belfast, il sole – quando c’è – picchia forte.
Il proprietario del Ginger, elegante steak house su Hope Street, che serve Belfast Black, ottima birra locale, mi aveva avvertito.
Ed è un sole splendente a salutare la nostra partenza, dopo una giornata di vento e freddo, che ci aveva accolti ieri alla Giant’s Causeway, nella contea di Antrim, punta settentrionale dell’Irlanda del Nord, con il suo patrimonio geologico di quarantamila rocce a colonne esagonali di basalto, bagnate dall’Atlantico e protette dall’Unesco. Senza contare la pioggia torrenziale, ad accompagnarci lungo la Causeway Coast, funestando la passeggiata sul Carrick-a-Rede Rope Bridge, il ponte di corda sospeso a 30 metri che collega alla terraferma l’isolotto di Carrick Island, da dove scorgere le coste della Scozia.
La storia della capitale nord-irlandese è quella di una città di fabbriche del lino e corderie. E, alla fine dell’Ottocento, sede dei cantieri navali più importanti del Regno Unito. Qui venne costruito il Titanic, al cui mito è dedicato un museo multimediale, che attira migliaia di turisti. Per capire perchè, vale una visita.
Chiuso il periodo dei Troubles, la guerra civile tra cattolici nazionalisti e protestanti unionisti, che dal 1969 ai primi anni del duemila ha bagnato di sangue le strade dei suoi quartieri, provocando oltre tremila vittime, ma non ancora quello delle divisioni, con 99 peace lines a separare le due comunità, da Falls Road a Shankill Road, nei quartieri ad ovest, dove decine di murales celebrano vittime ed eroi di entrambi gli schieramenti, e un presente di tensioni dettate dalle imminenti conseguenze della Brexit, Belfast si sforza di riprendere a vivere.
Nel centro della città dove resistono gli ultimi muri d’Europa, sospesa tra due anime, irlandese e britannica, tutto sembra lontano. Donegall Square, con l’imponente City Hall, e i 260mila volumi della Linen Hall Library, più in là, Great Victoria Street e la Grand Opera House, teatro lirico cittadino in stile vittoriano, passando per la torre pendente dell’Albert Memorial Clock, la St Anne’s Cathedral e la singolare scuola Oh Yeah Music Centre. Non perdete il St. George’s Market, il mercato più antico d’Irlanda, costruito nel 1896, dove trovare i migliori prodotti agroalimentari dell’Ulster.
E al termine di una giornata, nulla di meglio che bere una pinta al Crown Liquor Saloon, pub-monumento riccamente decorato con vetrate, specchi e pannelli in legno, una vera istituzione da oltre un secolo, dove assaporare il gusto del tempo.
E sperare nel futuro: best of luck, Belfast

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