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Vini eco-friendly. Bere bene e aiutare l’ambiente

by Redazione 6 Aprile 2011
6 Aprile 2011
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Nasce il decalogo dell’eno-appassionato ambientalista. Ecco le regole, secondo Winenews, il sito degli amanti del buon bere, per scegliere un vino eco-friendly, tutte all’insegna del consumo consapevole. Un tema sempre più di attualità, che vede impegnate molte delle aziende presenti a Vinitaly, il salone internazionale di riferimento dedicato al vino, in programma a Verona dal 7 all’11 aprile.

1) Accorciare le distanze negli acquisti, ovvero preferire il “vino a km 0” prodotto da cantine di prossimità, nel territorio in cui si risiede.
2) Prediligere la viticoltura biologica e biodinamica, che utilizza solo sostanze che si trovano in natura o ottenute dall’uomo attraverso semplici processi, senza Ogm e fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi.
3) Scegliere le cantine con certificazione ambientale (ISO 14001 o EMAS), sinonimo di concreto impegno ecologico delle aziende che le adottano.
4) In alternativa, preferire comunque cantine enviromental friendly, quelle che, pur non avendo nessuna certificazione, adottano comunque pratiche ecosostenibili. Quelle costruite secondo i dettami della bio-architettura, effettuano il recupero delle acque grazie a impianti di depurazione, utilizzano impianti fotovoltaici o a biomasse per la produzione di energia.
5) Prediligere le bottiglie in vetro alleggerito, che permettono un risparmio sia in termini di energia usata nel processo produttivo sia in emissioni di CO2.
6) Le etichette? Meglio in carta riciclata.
7) Risparmiare con gli acquisti “collettivi”, fatti attraverso i Gav, Gruppi di acquisto del vino, formati da eno-appassionati che preferiscono “saltare” la mediazione del punto vendita, incaricando un membro del gruppo di recarsi direttamente dal produttore e risparmiando così in termini di viaggi, trasporti, materiali ed energie.
8) Dal vetro al sughero, la sua parola d’ordine è riciclo; entrambi sono infatti riciclabili e riutilizzabili al 100%.
9) No agli sprechi: se il vino avanza, si può riutilizzare in cucina per arricchire gustose ricette. Unica regola, il vino deve essere nelle sue condizioni migliori in quanto a gusto e profumo.
10) Il vino del futuro è quello con la “carbon footprint” in etichetta, ovvero il totale delle emissioni di gas ad effetto serra, espresso in termini di CO2 equivalente, associate ad un prodotto durante tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione all’arrivo sulla tavola. I primi esempi arrivano dalla Nuova Zelanda, ma anche in Italia alcune cantine stanno iniziando mettere questa indicazione nelle etichette dei propri vini.

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