Ieri, 4 ottobre 2015, l’incontro tra le pizze di Luca Castellano e l’ospitalità del Don Alfonso 1890
Pizze Margherita e Marinara, dall’impasto scioglievole e condite con materie prime locali: dalla treccia sorrentina al pomodoro San Marzano (San Nicola dei Miri), dal provolone del monaco all’olio extravergine di oliva (Le Peracciole) e all’origano di Punta Campanella. Nei calici, Falanghina e Piedirosso (Agnanum).
In tanti ieri, presso il Don Alfonso 1890, hanno festeggiato un nuovo incontro tra l’alta gastronomia e la grande ospitalità di Livia, Alfonso, Mario ed Ernesto Iaccarino e un piatto simbolo del made in Italy: la pizza.
Tra i presenti, giornalisti, addetti ai lavori, e soprattutto i vertici dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, Antonio Pace e Lello Surace.
Complici il consulente gastronomico Maurizio Cortese e la giornalista Laura Gambacorta, il meraviglioso forno a Sant’Agata sui Due Golfi si è acceso per accogliere le specialità di Luca Castellano, erede di una storia di quattro generazioni di pizzaioli.
Nel suo locale di Napoli (il Pizzazzà, che a brevissimo cambierà denominazione) Luca offre percorsi di gusto fatti di pizze preparate con ingredienti stagionali dei Presidi Slow Food e di piccole aziende artigianali campane, nel rispetto della tradizione che da sempre è il filo conduttore della famiglia Castellano.









