In esposizione, fino al 30 ottobre, le opere di ventotto artisti argentini e italiani
Le “forme in divenire” di Italia e Argentina, indagate da artisti dei due Paesi, in una mostra, alla Certosa di San Giacomo, a Capri, che offre lo spunto per una riflessione sul modo di creare, leggere e interpretare le immagini, intesa come attività essenziale della vita contemporanea.
L’iniziativa è ideata e realizzata dall’Igav, l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, con il Polo museale della Campania.
Gli artisti argentini coinvolti sono Chiachio&Giannone, Marcolina Dipierro, Juan Doffo, Estanislao Florido, Bruno Gruppali, Pablo Insurralde, Carolina Magnin, Fabian Marcaccio, Alexis Minkiewicz, Ernesto Morales, Eduardo Pla, San Poggio, Alejandro Schianchi e Marcela Sinclair. Quelli italiani Marisa Albanese, Silvia Camporesi, Fabrizio Corneli, Sebastiano Dammone Sessa, Aron Demetz, Shay Frisch, Paolo Grassino, Raffaele Luongo, Domenico Antonio Mancini, Raffaela Mariniello, Luigi Pagliarini, Tamara Repetto, Francesco Sena, Giuseppe Stampone.
“La mostra – spiegano i curatori Alessandro Demma e Massimo Scaringella – nasce da una riflessione teorica di Jean-Luc Nancy dedicata all’analisi filosofica tra pensiero, realtà e materialità. Il confronto, il dialogo, il dibattito, lo scambio del sé con l’altro da sé, sono le questioni centrali di queste “tracce d’esistenza” che, direbbe ancora Nancy, danno vita al nostro essere singolare plurale. Proprio il rapporto tra il pensiero artistico singolare plurale di questi 28 artisti italiani e argentini diventa il corpo fondamentale di questa mostra, la volontà di indagare analogie, differenze e di elaborare un confronto internazionale in grado di arricchire le nostre esperienze culturali”.
Si può visitare la mostra tutti i giorni, ad eccezione del lunedì.
Foto: Raffaela Mariniello, Still in life, 2014