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Aceto balsamico: un anno d’oro per l’oro nero

by Redazione 29 Luglio 2022
29 Luglio 2022
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La qualità premia. Soprattutto quando si tratta di un’eccellenza agroalimentare del Made in Italy conosciuta ed universalmente apprezzata in tutto il mondo come l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, che nell’ultimo anno ha visto incrementare il prodotto imbottigliato con valori a due cifre, nell’ordine di un + 60%. Un risultato più che lusinghiero, considerato il clima di incertezza generale a livello internazionale che ancora non si è completamente dissolto, dopo gli anni difficili della pandemia e delle ulteriori crisi che nel frattempo sono intervenute sul piano politico ed economico a livello globale.  L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, per la sua ricercatezza e l’alto valore economico a esso ascrivibile in virtù della limitata produzione a volume, rappresenta infatti un prodotto particolarmente pregiato e di nicchia, con l’Italia che resta primo mercato di riferimento.
“Il consumatore – spiega il presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP Enrico Corsini – ha confermato in questi anni di avere una particolare attenzione per i prodotti di qualità e ce lo ha dimostrato continuando a sceglierci pur non trattandosi di un bene alimentare di prima necessità, in un momento economico particolarmente difficile. Il confronto a saldo positivo con l’annata 2021 è dunque per tutto il nostro comparto un motivo di grande soddisfazione – continua – e la conferma arrivata dai numeri non fa che rafforzare sul mercato il valore dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, il quale nonostante i continui aumenti ha retto molto bene negli ultimi esercizi”.
Quello che si legge dietro a questo successo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP è anche un riconoscimento all’importante lavoro condotto dai produttori, che ciascuno con una propria storia da raccontare ed una tradizione da tramandare, rappresentano in modo egregio ed inequivocabile tutta la passione e la tenacia dei modenesi, nonché un fiore all’occhiello per l’economia del territorio.
Talvolta da secoli, come testimoniano alcune acetaie “storiche” ancora attive, dove oggi come un tempo, si continuano a perpetrare i medesimi sapori e profumi – unici, autentici ed inconfondibili – di mosto cotto di uve di Modena, lavorato secondo un metodo produttivo artigianale e complesso. Che passa anche da un lungo periodo di maturazione ed invecchiamento nelle batterie di piccole botti, dove ogni anno si procede con la pratica dei travasi. Il tempo minimo di invecchiamento per l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP è di 12 anni, che si allunga almeno fino a 25 anni quando si parla di “Extra Vecchio”, anche se all’invecchiamento in realtà non c’è un limite: esistono infatti ancora oggi batterie che superano i 150/200 anni di età e questo rende il prodotto oltremodo pregiato e ricercato dai palati gourmet.

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