A Sorrento, sotto le antiche mura cittadine, uno spazio per conservare e tramandare le tradizioni artigiane
La penisola sorrentina non è solo turismo, agrumi e mare, ma anche arte.
Vanta, infatti, una tradizione secolare nell’arte dell’intarsio su legno. Sin dalla prima metà dell’800, valenti artigiani sorrentini furono i primi a divulgare tale tecnica, che si estese in tutto il territorio napoletano.
Le prime tecniche si basavano nell’assemblare insieme dei piccoli pezzi di legno, prima tagliati e sagomati a seconda del disegno che si vuole riprodurre. In principio, per ottenere le sfumature, venivano impiegate tutte le essenze di legno naturali (il noce, l’agrifoglio, il tuja, l’arancio) mentre l’ossatura del mobile era ulivo, noce o castagno. In questo modo si otteneva un gioco chiaro-scurale che era dovuto alle varie tonalità dei legni e perfezionato infine da piccole incisioni, sempre eseguite a mano, colmate da stucco scuro.
Mentre, oggi, si predilige il traforo su massello, realizzato con un seghetto, e quella del mosaico in legno, ispirata all’Opus Tesselatum di tradizione romana, che si otteneva disponendo in senso verticale i vari legni, i quali, avendo composto in precedenza il disegno geometrico o floreale, si tagliavano a strisce applicate poi sull’ossatura del mobile. Per quanto riguarda le decorazioni, in un primo momento gli artigiani si ispiravano ai motivi pompeiani e pagani. Poi iniziarono ad ispirarsi a scene di vita quotidiana, ed i costumi napoletani rappresentarono il momento più elevato della tarsia sorrentina.




Nonostante le molteplici difficoltà avute, nel corso degli anni, con la chiusura del 70% delle botteghe, tale tecnica è eseguita da valenti artigiani, in collaborazione di diversi esecutori: il disegnatore che fornisce il disegno all’intarsiatore che esegue il traforo. Le sagome così ottenute vengono fissate con la colla di pesce su un supporto cartaceo e quindi trasferite dall’impellicciatore come rivestimento sul mobile o sull’oggetto da trattare. Le rifiniture sono poi affidate al ricacciatore il cui compito è di completare e ritoccare le parti intarsiate con l’inchiostro di china. Infine il lucidatore termina l’opera verniciando l’oggetto con gomma-lacca fissata con un tampone.
Per i più curiosi, e cultori di quest’arte, è possibile ammirare e assaporare ancora vivo il tutto. Infatti, da qualche anno, in via degli Aranci, nei locali sottostanti dell’antico Bastione di Parsano, edificio che rappresenta un magnifico spaccato delle mura che cingevano il centro abitato e il cuore dell’antica città, è stata adibita un’intera collezione di intarsi realizzati dai più noti e stimati artigiani sorrentini. Il Centro di cultura polivalente per l’artigianato nasce dall’esigenza di conservare e tramandare le tradizioni artigiane. Oltre allo spazio espositivo, sono effettuate quotidianamente dimostrazioni gratuite istantanee.
Gli orari di apertura sono: al mattino dalle ore 10-13, il pomeriggio dalle 18.00 alle 21.00