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Cibo e musica, da Oxford una ricetta sensoriale

by Redazione 24 Giugno 2015
24 Giugno 2015
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I piatti tipici hanno più gusto se accompagnati dalla musica del posto

Le pietanze si apprezzano al meglio quando “condite di musica”. Lo sotiene una ricerca condotta da Charles Spence, professore di psicologia sperimentale all’Università di Oxford, diffusa da Sony.
Lo studio di Spence svela che con un pizzico di opera, una spruzzata di flamenco o persino una spolverata di techno tedesca sui würstel, si esalta la percezione del gusto.
Il professore ha testato l’idea del “condimento sonoro” con le musiche tipiche di alcuni luoghi: ad esempio, una prelibatezza francese è ancora più buona se accompagnata dal suono di una fisarmonica, mentre un’aria di Puccini ha il potere di valorizzare il sapore di un piatto di pasta. Gli stessi risultati sono stati ottenuti con la cucina tedesca, spagnola e greca.
L’ascolto di musica classica può dare l’impressione che vino e altre bevande siano più pregiati. I lenti possono far durare più a lungo i sapori in bocca, mentre con musiche più energiche il sapore svanisce più rapidamente. Quanto più ci piace la musica di sottofondo, tanto più apprezzeremo il piatto che stiamo assaporando: è un esempio del fenomeno del trasferimento sensoriale. In pratica, trasferiamo le sensazioni che ci trasmette la musica a quelle che proviamo per ciò che stiamo mangiando e bevendo. Abbinare lo strumento musicale giusto al cibo giusto ne migliora il gusto. Per esempio, il suono del pianoforte si sposa bene con frutti come mirtilli, albicocche e lamponi, probabilmente perché dolci. Il semplice rumore provocato da “fattori esterni” può influire sull’esperienza a tavola.
“I gusti si percepiscono con i sensi, non con la bocca – afferma il professore Spence – È il cervello che prepara la bocca all’esperienza del sapore. L’ambiente che ci circonda ha un effetto significativo sull’esperienza culinaria, e la musica è in grado di preparare il palato a nuovi gusti, influenzare e modificare la percezione dei sapori, e rendere più intensa l’esperienza gustativa. Quindi anche piccoli cambiamenti ambientali possono realmente accrescere il piacere del cibo.”

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