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Eataly, qualità a portata di tutti

by Redazione 9 Febbraio 2010
9 Febbraio 2010
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Come avvicinare i prodotti dell’eccellenza agroalimentare italiana ad un pubblico più vasto che non sia solo quello dei circoli esclusivi da gran gourmet? Nel mondo ci  sono alcuni  centri commerciali che vengono incontro a questa esigenza ed ospitano prodotti di eccellenza: tra gli scaffali di Harrods a Londra o de La Fayette a Parigi è possibile acquistare vere rarità. In Italia, la risposta è Eataly, il megastore di Torino, esteso su 11mila metri quadrati e che, non a caso, ha come sottotitolo “alti cibi”.

In questo edificio del 1700, sede della storica fabbrica di vermut Carpano, si entra con un carrello come in un qualsiasi supermercato, ma le differenze si notano subito. La parola d’ordine è informazione e didattica. All’ingresso un grande tavolo-ruota, segnala le verdure di stagione, “Facciamoci furbi” indica un cartello! “Non solo sono più buone, ma costano anche meno”. Ogni prodotto arriva solo dopo una rigorosa selezione che ne ha certificato la qualità. No, dunque, a produzioni industriali ed in serie.
Ad Eataly si da spazio ai cosiddetti prodotti di nicchia: prosciutti pregiati come il culatello, carne di razza piemontese, pasta ad essiccatura lenta, oli e birre artigianali. I cibi sono divisi in aree tematiche, nella zone carne per esempio, dietro al bancone c’è il produttore in persona, macellaio da sette generazioni a fornire informazioni su territorio e tipo di allevamento. Ma l’obiettivo è quello di integrare l’assaggio al momento dell’acquisto, ecco il perché  degli otto  ristoranti tematici informali presenti presso la struttura, divisi per aree di vendita: troviamo così il ristorante della carne, quello del pesce, il punto ristorazione dedicato alla pasta, ai salumi, al pane, l’agrigelateria  che utilizza solo latte crudo proveniente tutte le mattine dalla Valle d’Aosta, ed ancora la frutta del mercato interno e la pizza cotta nel forno a legna. Una cura ed una gestione accuratissima che parte dalla scelta dei fornitori: solo i prodotti migliori, con le garanzie di qualità più alte, sono presenti sui banchi di Eataly. Muovendosi nell’area ristorativa,  tra le ore 12 e le 22 si può costruire il pasto che più “sfizia” il gusto personale. Attorno ad ogni bancone monotematico sono sistemati i coperti che per tutto il giorno costeranno solo 1 euro (compreso di acqua e pane a volontà qualsiasi ristorante poi si visiti),  oltre a qualche tavolino. Una lavagna indica i piatti del giorno, freddi e caldi. Il vino si può consumare a bicchiere o acquistarlo in enoteca a prezzo di scaffale e portarlo al proprio tavolo.

In un ambiente sotterraneo, nelle cantine di stagionatura, salumi e formaggi riposano fino al punto giusto di affinamento. Qui il cliente può prenotare i prodotti di suo gradimento e farseli spedire a stagionatura ultimata.
Nell’enoteca di 24mila bottiglie, ogni vino ha la  sua scheda informativa, si può scegliere da quello sfuso fino alla bottiglia di oltre duemila euro.
Insomma dietro un’operazione commerciale comincia a passare una nuova filosofia. Qualità dei cibi, rintracciabilità della filiera, conoscenza diretta del produttore e soprattutto prezzi accessibili, sono queste oggi le richieste sempre più diffuse. Per abbattere i prezzi si va dal produttore al consumatore eliminando i costi della distribuzione.
Non poteva mancare la consulenza di Slow Food, da sempre impegnata nel campo dell’educazione alimentare: lungo i corridoi i presidi con la chiocciolina segnalano cibi e produzioni a rischio d’estinzione, individuando in questo progetto una forma moderna e innovativa di distribuzione alimentare, da affiancare (proprio nelle grandi città) ai progetti di filiera corta che il movimento sostiene in tutto il mondo. Slow Food partecipa agli obiettivi di Eataly e con la sua attività di difesa della qualità artigianale garantisce prodotti buoni, puliti e giusti a chi ricerca una più consapevole alimentazione quotidiana.
Non è un posto per soli gourmet, questo è il carattere di assoluta novità di Eataly. E’ un posto che cerca di proporre al più vasto pubblico, a tutti, i prodotti di buona qualità ed eccellenza.
Tra un acquisto e l’altro si può navigare su internet oppure fare un salto in biblioteca ed ancora visitare il museo Carpano che ricostruisce la storia del vermut.
Dietro ogni prodotto di eccellenza ci sono persone straordinarie ad esempio: un simpatico fornaio che ogni giorno sforna, per la gioia di grandi e piccoli, pane caldo e pizze con farine biologiche in un grande forno a legna. A servire all’Agrigelateria  c’è l’allevatore di mucche di razza frisone che trasforma direttamente il latte di  altissima qualità in coni gelato artigianali. “Un modo per ricordare che mangiare è un atto agricolo”.
Nel sotterraneo, invece, adiacente alla vineria didattica si trova “GuidoperEataly  Casa Vicina”, il bellissimo ristorante che rappresenta la punta di diamante della serie di locali targati Eataly. Un vero e proprio paradiso gastronomico. Una prestigiosa stella Michelin conquistata a ottobre 2007 ha confermato dopo soli 9 mesi di attività l’altissimo livello di professionalità di Claudio Vicina e famiglia. Il locale imposta il proprio menù sulle produzioni tutelate da Slow Food, in abbinamento ai grandi vini italiani e internazionali presenti nell’enoteca di Eataly. La ristorazione tematica è supervisionata da Piero Alciati del ristorante “Guido” di Pollenzo, mentre il ristorante GuidoperEataly è gestito direttamente dalla famiglia Vicina con la collaborazione di Piero Alciati.
Insomma un posto che consiglio a tutti di visitare se non altro per riempirsi gli occhi, e magari la pancia, di tutti quei prodotti che ormai son difficili da trovare e di certo non troviamo nei grandi centri commerciali che abitualmente  frequentiamo.
Per andare incontro alle esigenze di questo nuovo  consumatore è prevista la costruzione  di altre dieci strutture come questa di Eataly in alcune principali città italiane. Si  vedrà  cosi se la sua figura emergente di questo consumatore informato ed esigente, riuscirà a cambiare abitudini e costumi per diventare un vero e proprio stile di vita.

(testo e foto di Alessandro Russo | nelle foto, di Alessandro Russo, piatti e ambienti di Eataly)

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