Dal 17 dicembre al 2016 al 15 gennaio 2017, l’ateneo svela un patrimonio artistico nascosto
Il convento di San Pietro Martire, il complesso dei Santi Marcellino e Festo, il palazzo Orsini di Gravina, Sant’Antoniello a Port’Alba, Santa Maria degli Angeli alle Croci.
Luoghi di Napoli che rappresentano un patrimonio artistico nei quali sono conservate opere pittoriche e scultoriche che, per motivi diversi, non sono disponibili alla fruizione del grande pubblico.
La mostra “Federico II. Università dell’arte” intende rendere accessibili queste bellezze, avviando un processo di valorizzazione di una selezione di opere di rilievo presenti nei vari edifici dell’Ateneo mediante l’uso delle nuove tecnologie che il distretto “Databenc” sta sperimentando sia all’interno di musei, che negli spazi aperti.
Dal 15 dicembre 2016 al 17 gennaio 2017, tra affreschi, dipinti, statue e sale museali, sarà possibile compiere un’incredibile visita culturale, ammirare per la prima volta preziosi oggetti, tra i quali un’opera attribuita ad Antonio Canova, un intaglio marmoreo impreziosito da un eccezionale quarzo.
Con questa esposizione, l’Ateneo fredericiano si apre alla città mostrando un volto diverso da quello solito di uffici e di aule universitarie, offrendosi come luogo d’arte con testimonianze di grande importanza, non solo per la loro bellezza ma soprattutto per il loro valore storico e artistico custodito nei tanti secoli della sua lunga esistenza.