Il 26 e 27 novembre, a Napoli, negli spazi della Mostra d’Oltremare
Il baratto è una filosofia, un modo di pensare e di vivere. E’ l’impegno nel tentare di risolvere problemi come l’esaurimento delle materie prime, la mancanza di lavoro e l’inquinamento.
A Napoli è anche una Fiera, la cui 41ma edizione si svolgerà nel fine settimana, il 26 e 27 novembre, alla Mostra d’Oltremare.
Ci saranno quattro aree tematiche, riservate agli espositori: artigianato, modernariato, collezionismo e antiquariato. Più una quinta, chiamata “di tutto di più”, dove privati cittadini potranno proporre, se lo vorranno, il contenuto delle loro cantine o delle loro soffitte: oggetti, memorabilia, cose del passato che scatenano una vera e propria caccia al tesoro tra gli appassionati visitatori.
La Fiera del Baratto e dell’Usato, secondo la filosofia di Bidonville, che cura l’evento, propone lavori di artisti del recycling, di artigiani del restyling e di quanti altri negano, con la loro personale ricerca, il rapido consumo delle immagini, di forme e di prodotti, stimolando interessanti riflessioni sulla oramai insostenibile esasperazione dello spreco di risorse non rinnovabili.
Un’area della manifestazione è poi dedicata ad aziende la cui missione è legata a temi ambientali, al consumo etico ed ai prodotti eco-compatibili.
Novità assoluta di questa edizione, la nascita della “BarattoLino Tivvu’” capitanata da Lino D’Angiò che, in diretta sulla pagina Facebook della fiera, intervisterà ospiti e visitatori.
“Non esiste un’area di baratto – spiegano gli organizzatori – perché l’intera fiera sarà area di baratto e area di gioco. Un luogo unico e inaspettato: una kasbah napoletana, dove si gioca a vendere e a comprare, dove non professionisti si cimentano per due giorni ad essere venditori. Spesso si fanno affari, a volte si svendono oggetti preziosi, si barattano emozioni e si scambiano storie”.