Dal 26 febbraio al 2 aprile, una mostra antologica per presentare l’artista algerino Abdelkader Houamel
Vive in Italia, Abdelkader Houamel. E’ arrivato nel nostro paese con una borsa di studio ed ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Roma, dove insegnavano maestri quali Franco Gentilini e Mino Maccari. Inoltre Houamel era legato da una profonda amicizia a Renato Guttuso e Carlo Levi.
Al Pan di Napoli, fino al 2 aprile, sarà possibile vedere esposti i suoi ritratti: di profilo o frontali, con sfondi geometrizzanti, strumenti musicali e gioielli della tradizione berbera e beduina, dove Houamel si riappropria dell’identità algerina che era stata violata e sottomessa dai colonizzatori.
“L’artista islamico – spiega il curatore della mostra, Ussani d’Escobar – non può sostituirsi a Dio nella creazione dell’individuo, il soffio creatore appartiene solo a Lui, ma con la sua capacità e sensibilità umana può creare forme, ed è così che nasce la grande arte nella consapevolezza dell’autore di non poter raggiungere i vertici dell’immaginazione e della fantasia divina; in questa tensione, la sublimazione dell’opera veicola il sentimento del divino, e l’arte islamica diventa puro colore e forma, catartica interiorità. Così appaiono i “Giardini del Paradiso” davanti ad i nostri occhi. Houamel ci conduce nei suoi “Giardini”: la matematica e la filosofia greca entrano in contatto col mondo musulmano. La spirale delle opere esposte visualizza perfettamente il rapporto che passa tra Dio e l’uomo nell’Islam, con i suoi cerchi concentrici parte da Dio ed arriva all’uomo, e all’uomo spetta ripercorrere il tragitto inverso, in un indiarsi continuo”.