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I dieci anni del Madre

by Redazione 10 Giugno 2015
10 Giugno 2015
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Ingresso gratuito e un catalogo in omaggio in occasione del decennale del Museo di arte contemporanea Donnaregina di Napoli

Oggi, 10 giugno, il museo Madre compie 10 anni e, per l’occasione, invita il pubblico a festeggiare, offrendo a tutti la possibilità di visitare gratuitamente, dalle ore 10 alle ore 19.30, le due mostre in corso, Daniel Buren, Come un gioco da bambini, lavoro in situ, 2014-2015, Madre, Napoli – #1 e Sturtevant Sturtevant, e le collezioni del museo, in particolare le oltre cento opere di Per_formare una collezione #4, capitolo conclusivo del progetto dedicato alla costituzione progressiva della collezione permanente del Madre.
I primi 10 visitatori avranno occasione di rivivere simbolicamente uno dei 10 anni di attività del museo, ricevendo in regalo una shopper del Madre contenente il catalogo di una delle mostre che hanno caratterizzato la storia del museo.
Chi vorrà potrà augurare “buon compleanno” al Madre sulla Lavagna Post-it, al piano terra del museo, o condividere immagini e ricordi della propria esperienza al museo attraverso i Social Network, utilizzando l’hashtag #miomadre.

Conosciamo il Madre
Il Madre, Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina, si trova nel cuore storico di Napoli, sulla “via dei Musei”, a pochi metri dal Duomo, dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo.
Il Museo trae il proprio nome dall’edificio che lo ospita, il Palazzo Donnaregina, che come tutta l’area in cui sorge deve la denominazione al Monastero di S. Maria Donnaregina, fondato dagli Svevi (XIII secolo) e poi ampliato e ricostruito nel 1325 dalla Regina Maria d’Ungheria, moglie di Carlo II d’Angiò.
Dell’antico complesso conventuale rimangono oggi solo la chiesa omonima, che si affaccia su piazza Donnaregina, costruita in epoca barocca, e la chiesa trecentesca di Donnaregina “vecchia”, in stile gotico, che ha ospitato mostre ed eventi speciali organizzati dal Museo.
Risalente al XIX secolo, l’edificio è uno splendido esempio di stratificazione storica, tipica di tutto il centro antico di Napoli. Originariamente il corpo di fabbrica del palazzo occupava quasi interamente una delle insulae prodotte dall’intersezione di cardi e decumani dell’impianto viario greco-romano.
A metà dell’Ottocento l’edificio è stato acquistato dal Banco di Napoli che lo trasformò per adibirlo a sede del Banco dei Pegni. Tra il 1845 e il 1872 l’edificio venne ampliato con l’aggiunta di due ali, e la sistemazione della parte frontale su via Settembrini, dove venne posto l’accesso principale con la creazione dell’androne e dei due blocchi scala. Dopo l’aggiunta di un volume edilizio in cemento armato nei primi anni del ’900, nel secondo dopoguerra il palazzo ha subito notevoli alterazioni architettoniche, cui si sono aggiunte, dopo il sisma del 1980, alcuni interventi di rinforzo strutturale. Negli anni ’80 l’edificio fu ceduto in locazione al Provveditorato agli Studi di Napoli per poi tornare al Banco di Napoli come Magazzino stampati. In seguito ai gravi danni e dissesti statici provocati dall’alluvione del 2001 l’immobile venne abbandonato.
Acquistato nel 2005 dalla Regione Campania per destinarlo a Museo per l’Arte Contemporanea, ne è stata concessa la disponibilità alla Fondazione Donnaregina a titolo di comodato d’uso gratuito e di servizio. Il palazzo è stato perciò restaurato e adibito a museo su progetto dell’architetto portoghese Álvaro Siza Vieira, Leone d’oro alla carriera 2012; con la collaborazione dello dallo Studio DAZ-Dumontet Antonini Zaske architetti associati di Napoli, oltre alla parte prettamente espositiva, sono realizzati un auditorium, una libreria, una biblioteca, laboratori didattici, un ristorante con annessa caffetteria, per un totale di 7.200 mq, di cui 2662 sono destinati ai diversi livelli di esposizione.
Il 10 giugno 2005 il Madre ha inaugurato i suoi spazi con l’apertura degli allestimenti site-specific nelle sale del primo piano. Tra il 2005 ed il 2006 l’intero edificio è stato completato, con l’apertura al pubblico delle sale del secondo piano, che ospita parte della collezione, e quelle del terzo piano destinate alle esposizioni temporanee.

(Foto Amedeo Benestante)

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