A Milano una rete di ristoranti propone il menù “Pace a tavola”, con piatti della cucina mediorientale sia kosher che araba
Il momento della tavola assume in molte culture un significato che va oltre quello del pasto per nutrirsi. Si mangia insieme per condividere un momento, per fare gruppo. Un’idea marcata, nella tradizione italiana: nel nostro Paese ci si riunisce a tavola in famiglia, ma anche per amore, tra amici o negli affari. Quando si deve risolvere un problema, spesso ci si siede a tavola per parlarne.
Un altro aspetto rilevante è la ricchezza enogastronomica di certe culture, spesso frutto di contaminazioni derivanti dagli scambi con le altre e risalenti alla notte dei tempi. Questo, ad esempio, è proprio quel che accade nella cucina mediorientale, caratterizzata da una tradizione comune che supera i confini nazionali. La geografia contribuisce al limite a dare qualche sfumatura. Tutti i popoli di quell’area mangiano in modo simile, cambiando dei piatti poco o nulla: un ingrediente, il nome o addirittura neanche quello.
Menuale, startup italiana dedicata alla tavola, ha voluto attivarsi sul tema organizzando l’iniziativa “Pace a Tavola”, il cui scopo è quello di sensibilizzare le persone sul tema del conflitto, a partire da quello mediorientale. L’iniziativa mostra come un tratto peculiare della nostra cultura, come quello della tavola, possa funzionare da esempio virtuoso.
A Milano, alcuni tra i ristoranti di cucina mediorientale sia kosher che arabi, a partire dal 23 novembre, e per 15 giorni, proporranno ai propri ospiti un “Menu Pace a Tavola” i cui piatti fanno parte e rappresentano la comune tradizione culinaria. Gli avventori troveranno questa proposta all’interno della carta del ristorante; oltre all’elenco dei piatti riporterà una breve storia degli stessi, per mostrare le radici comuni.
Per l’occasione inoltre, i ristoranti metteranno a disposizione un tavolo ciascuno per l’organizzazione di 4 cene a cui parteciperanno una persona di religione musulmana ed una di religione ebraica (di volta in volta un imam ed un rabbino, due intellettuali, due imprenditori e due cittadini milanesi); insieme ai due ospiti saranno presenti un giornalista e Luca Poggiaroni, founder di Menuale.
L’iniziativa si è ispirata ad un’idea di Kobi Tzafrir, il proprietario dell’Hummus Bar di Kfar Vitkin (una città a nord di Tel Aviv). Qui infatti viene offerto uno sconto ai clienti se sono ebrei ed arabi e pranzano allo stesso tavolo.