La gustosa novità è stata annunciata in occasione della Settimana del Pianeta Terra 2015
“A Napoli è stata realizzata la prima pizzeria geotermica. Si trova all’interno dell’area conventuale dei Teatini, nel cuore delle città, e letteralmente scavata nel Tufo Giallo napoletano”.
Ad illustrare la novità è Vincenzo Albertini, geologo, presidente di Napoli Sotterranea ed ideatore della pizzeria geotermica. “Utilizzando forni realizzati in tufo, e pasta per la pizza lievitata dalle 24 alle 48 ore esclusivamente in camere tufacee, si ottiene la pizza geotermica – spiega Albertini – Le caratteristiche chimico fisiche del Tufo Giallo Napoletano conferiscono alla roccia straordinarie capacità di isolamento termico e di controllo dell’umidità. Abbiamo realizzato una pizzeria dove i parametri microclimatici delle camere di lievitazione sono costantemente monitorati per far raggiungere la completa maturazione dell’impasto conferendo alla pizza le più pregiate proprietà organolettiche e di digeribilità”.
La pizzeria geotermica è nata dopo particolari studi e ricerche. “Considerando lo studio urbanistico effettuato sulla citta di Napoli – ha continuato Albertini – e risalendo fino al sistema ippodameo, incrociando i dati derivati da monitoraggi geo-tecnici, abbiamo compreso che in alcuni punti della città si raggiungono parametri microclimatici tali da conferire alla pasta lievitata proprietà organolettiche molto particolari”.
Già in epoca romana, la schiacciata, un prodotto da forno simile alla nostra pizza, era molto famosa a Napoli. I romani utilizzavano il farro sotto forma di focacce salate, ma solo dopo aver conquistato i greci ed essere giunti a Napoli scoprirono il pane di frumento lievitato. In breve si diffusero i primi forni pubblici, dove lavoravano molti fornai greci. I romani utilizzavano due diversi tipi di lievito: uno era fatto con il miglio mescolato al vino dolce e lasciato a fermentare per un anno, l’altro con crusca di frumento lasciata a macero per tre giorni nel vino dolce e poi fatta essiccare al sole. I romani producevano molti tipi di pane e di focacce unendo alla pasta vari ingredienti. Ma qui, nel centro antico di Napoli, dove sorgeva il foro romano, e in epoca precedente l’agorà greca, le loro focacce godevano anche degli effetti microclimatici derivati dal tufo con cui realizzavano i forni, e che favoriva, già allora, gli ideali equilibri chimico-fisici utili ai lieviti, affinché il prodotto finale risultasse divinamente leggero.
La pizzeria geotermica sarà presentata in occasione della Settimana del Pianeta Terra, in calendario dal 18 al 25 ottobre 2015. In quei giorni i visitatori saranno accompagnati nella pancia di Napoli, dove sarà possibile ammirare un vero giardino sotterraneo, una stazione sismica, il Museo della Guerra, il teatro greco-romano e la Napoli di Augusto.