Dal 20 ottobre al 7 novembre 2016. Opere di Solveig Cogliani, Teresa Coratella, Valentina De Martini e Mafalda Guarente
Giovedì 20 ottobre, alle 16.30, a Castel dell’Ovo, a Napoli, sarà inaugurata la mostra “Policromie 4”, a cura di Francesco Gallo Mazzeo, visitabile fino al 7 novembre.
Le protagoniste, quattro donne, Solveig Cogliani, Teresa Coratella, Valentina De Martini e Mafalda Guarente, con le loro opere intendono far riflettere sulle nostre radici, memorie, tracce, sentimenti ed emozioni, con tutte le implicazioni filosofiche che i temi trattati da ognuna, attraverso diversi e personali linguaggi, comportano.
Le artiste si sono confrontate sul Novecento, un secolo che ha visto nascere nuove ideologie, aspettative, dinamiche sociali, e orientamenti religiose. Cambiamenti che hanno determinato insicurezza individuale e mancanza del senso stesso del futuro che appare oggi come un’incerta e nebulosa proiezione. Unico il loro obiettivo: comprendere i differenti modi di costruzione ed interpretazione dell’opera attraverso la necessità di nuove espressioni all’avanguardia.
Attraverso le proprie istanze stilistiche e concettuali, le artiste raccontano la propria visione della realtà, affrontando con impegno e dedizione gli aspetti di un medesimo incontro con se stesse per recuperare un’identità storica come una via di meditazione, che esige appunto, un’affermazione di vita.
In maniera diversa poi, le stesse sono ossessionate dalla volontà di esprimere sensazioni, sintesi, forma, lo stato d’animo indefinibile, la poesia, le forze misteriose, la velocità e la simultaneità del tempo e dello spazio della vita moderna lavorando, sempre in un’ottica, con linguaggi espressivi e contenutistici ovviamente differenti tra loro, di attualizzazione dei processi evolutivi, di crescita di prospettive della società.
Confrontandosi attraverso le loro ricerche riescono a dare un contributo, ciascuna con il proprio stile, linguaggio o tecnica, alla tematica proposta, ora scandagliando le profondità della “crisi” negli aspetti più inquietanti rappresentandola con contrasti violenti e colori che sanno di “marcio”, ora tentando la strada dell’evasione da una realtà insopportabile rifugiandosi nei paradisi incantati dell’immaginazione fatti di tinte tenui dai colori riposanti o figure originali di animali fantastici, impossibili, visionari, dai cromatismi accesi che alternando armonia e dissonanze, rappresentano i segni della consapevolezza creativa, insieme gioiosi e tragici di chi sa che nella vita bisogna sempre convivere con pensieri profondamente contrastanti.