Settanta nazionalità concentrate su un territorio grande quanto la Puglia, che ospita il luogo più sacro della terra, Gerusalemme, e quello più basso, il Mar Morto.
E i più non finiscono qui.
La capitale, Tel Aviv, è la più giovane del pianeta, con un’età media di 26 anni – prezioso capitale umano – la più alta percentuale di start up al mondo, di compagnie quotate sul Nasdaq, di quota di Pil investita in ricerca e sviluppo, di edifici bauhaus e di vegani.
La Grande Arancia, orgogliosamente laica, fondata 110 anni fa, non dorme mai, tra locali di tendenza e tavolini guarniti di sabich, hummus, shakshuka, knafeh, gallerie d’arte, le spiagge di Gordon Beach, un’economia in crescita continua e disoccupazione al 3 per cento.
Corre, tra indolenze mediorientali ed avanguardia, ed una creatività ispirata da tradizioni ebraiche, arabe, beduine, etiopi.
A poco più di un’ora di viaggio, la città divina per cristiani, ebrei e musulmani, accoglie tra il richiamo dei muezzin ed i rintocchi delle campane, il potere ipnotico del Muro Occidentale, il Santo Sepolcro, la calotta dorata della Cupola della Roccia.
In meno di un chilometro quadrato, quattro porte e quattro quartieri della Città Vecchia, seducente e tormentata.
Tra haredim, gli ultra-ortodossi che corrono tra le viuzze e i profumi di spezie arabe, con i loro cappelli di pelo e le lunghe giacche di seta dello Shabbat, il giorno del riposo, preti cattolici, copti, etiopi, pope delle chiese orientali. Un trekking a perdifiato in culture, religioni e confessioni, nutriti da un’energia che investe, da ogni pietra, in un vertiginoso vortice di emozioni.
Shalom in Israele
Shalom in Israele
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