Ospitiamo l’intervento di Mauro Avino, agrotecnico, laureato all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e consulente di Slow Food Campania, tra i partecipanti al sesto congresso internazionale di Slow Food, svoltosi a Torino nei giorni scorsi. Collaboratore di Slow Food internazionale, è stato cofondatore a Pollenzo dello Youth Food Movement nel 2007 insieme a studenti delle università americane.
Da pochi giorni si è concluso il sesto Congresso Internazionale di Slow Food, tenutosi a Torino contestualmente al Salone del Gusto e Terra Madre, dove sono arrivati 650 delegati di 95 paesi nel mondo. Questo è il momento di attività più alto dove i delegati convergono per portare le loro testimonianze e condividerle con tutti, per discutere ed esprimersi sui temi politici e culturali che sono alla base dell’azione quotidiana dei 1500 convivium e delle oltre 2500 comunità del cibo operanti in 130 Paesi del mondo. Si discutono e condividono visioni e progetti in grado di dare un senso compiuto alle idee, ai valori ed alle organizzazioni locali, i convivia e le comunità del cibo, cioè il livello fondante del movimento. Vengono eletti i nuovi organi dirigenti dell’associazione, incaricati di realizzare nei prossimi quattro anni un programma di politiche e attività complesso, innovativo e creativo. L’ultimo congresso si era tenuto in Messico a Puebla nel 2007 dove si intercettò «l’onda innovativa anche attraverso il manifestarsi di una realtà giovanile che grazie al neonato Youth Food Movement e all’Università di Scienze Gastronomiche guarda a Slow Food e a Terra Madre con crescente interesse. Da Puebla a oggi i semi di Terra Madre e di Slow Food hanno incominciato a germogliare con sempre maggiore intensità […] Quella che all’inizio sembrava solo una geniale intuizione è divenuta nel tempo certezza condivisa: La centralità del cibo è un punto di partenza straordinario per una nuova politica, una nuova economia, una nuova socialità. Questa certezza è maturata nel tempo non solo all’interno di Slow Food, ma in ogni parte del mondo e con la consapevolezza di milioni di persone» Come delegato dai soci del convivio Costiera Sorrentina e Capri volevo ringraziare per la fiducia e la responsabilità concordatami e soprattutto condividere con tutti voi la vibrante esperienza vissuta attraverso le testimonianze dei delegati designati a parlare; ho pensato di riportare le singole parole più significative di questi interventi che, anche se la presenza e l’ascolto in prima persona sono insostituibili, credo però rendano bene l’idea.
Quello che mi ha subito impressionato sono stati gli interventi di Graziano Da Silva, il Direttore Generale della FAO e di Dacian Ciolos, il Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, per la natura dei ruoli che ricoprono, a dare un segnale significativo di riconoscimento ed investitura al nostro movimento individuato come attore riconosciuto ed autorevole. L’orizzonte che si è raffigurato dopo i tre giorni di lavori è quello conseguente alla diffusa economia industriale del cibo ormai di scala globale che ha relegato negli ultimi decenni i prodotti e le esperienze di piccole dimensioni, dunque i contadini, ad essere realtà residuali destinate a scomparire perché impossibili a raccordarsi e non utili alla catena della grande distribuzione dei beni, uno scenario comune. Tra gli argomenti principali emersi sicuramente sono tra tutti il ‘land grabbing’, cioè le pratiche di acquisizione su larga scala di terreni agricoli in paesi in via di sviluppo, mediante acquisto o affitto di grandi estensioni agrarie da parte di compagnie transnazionali, governi e singoli soggetti, minacciando il diritto alla terra dei piccoli coltivatori che da queste trarrebbero sostentamento. Un altro tema molto attuale è quello dell’agricoltura familiare la principale fonte di occupazione e di reddito del nucleo familiare nei paesi più poveri; la produzione viene destinata in parte all’autoconsumo e in parte alla vendita. La sopravvivenza di queste piccole unità produttive è a rischio: non riescono a competere a livello nazionale e locale con i prezzi dei prodotti messi in vendita dalle grandi aziende agricole. Ancora il serio problema di come la supergriglia dei meccanismi della distribuzione minaccino la biodiversità delle specie animali e vegetali a tal punto da dover parlare oggi di estinzione di massa di specie vegetali ed animali; l’importanza dell’Educazione come fronte di azione duratura per lo sviluppo degli orientamenti dei produttori e dei consumatori. L’esigenza dunque di far sentire e aver qualcuno che porti la propria voce lì dove si decidono le politiche agrarie. Un dato confortante è stato quello di registrare una voce della Rete Giovani di Slow Food crescente in tutti i paesi, primo tra tutti in questo momento l’Olanda. La lotta allo spreco deve essere senza quartiere, è una parte importate dell’agricoltura: non si può sprecare il cibo, nel momento in cui molti nel mondo soffrono di malnutrizione. Risolvere questo paradosso deve essere il nostro obiettivo primario. Il discorso finale di Carlin infine porta i nuovi messaggi elaborati negli ultimi anni di lavoro: Slow Food 2.0, adesso comincia il bello. L’Associazione dovrà essere ancora una volta pronta a cambiare, come un bimbo che cresce cambia i suoi vestiti, per adattarsi meglio alla sempre maggiore complessità, per le maggiori competenze, il maggiore impegno richiesti, per l’allargamento dei paesi coinvolti attivamente in Slow Food; dunque modelli organizzativi più efficienti, le Comunità del Cibo come fronte di sviluppo delle filiere di prossimità e Convivi più vicini ad esse.Io stesso ho presentato un intervento scritto al Congresso, così come possibilità prevista, inerente la nuova organizzazione dei convivi. L’attiva presenza dei giovani degli altri paesi, di quelli italiani e tra essi del nostro delegato Campania Tommaso Mattei che ha avuto il privilegio di parlare al Congresso, ha confermato e rilanciato l’impegno e la necessità di coinvolgere le nuove leve che abbiano la voglia e le competenze per esprimere idee con Slow Food. A riprova di quanto detto, insieme all’elezione unanime di Carlo Petrini come nuovo Presidente internazionale, nuove figure giovani dell’Università di Scienze Gastronomiche e membri dello Youth Food Movement, sono state inserite nella neoeletta dirigenza internazionale. La parola d’ordine è cambiare, e per farlo dobbiamo impegnarci tutti, perché ogni singola nostra azione è politica cioè strettamente legata all’interesse dei nostri territori e come tali dovremo viverle. I prossimi obiettivi per tutti saranno le 10K cioè raggiungere entro il prossimo congresso: 10.000 Prodotti catalogati dell’Arca del Gusto, 10.000 Comunità del cibo e Convivi e 10.000 Orti in Africa.
Mauro Avino