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Una doggy bag anche per il vino

by Redazione 28 Febbraio 2011
28 Febbraio 2011
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Quante volte a pranzo o cena al ristorante, spesso in due, in qualità di commensali siamo stati combattuti tra il desiderio di ordinare una bottiglia di vino di particolare pregio in accompagnamento a piatti ben presentati e preparati, e la reticenza nell’ordinazione, dovuta a prezzi elevati soprattutto in considerazione dell’impossibilità di finire la bottiglia? Le forme classiche di ripiego, spesso poco soddisfacenti, sono in genere l’ordinazione del ‘vino della casa’, talvolta di qualità discutibile o comunque con caratteristiche organolettiche tali da non abbinarsi affatto al piatto ordinato, oppure la bottiglia da 375cl, che risulta comunque cara in rapporto alla bottiglia classica da 750cl. Il fatto stesso di essere italiani implica una conoscenza del ‘vino’, essendo questo un prodotto che caratterizza fortemente la cultura gastronomica del Paese, che non è caso è detta enogastronomica. Mangiare bene in Italia è un piacere, bere bene è una necessità sempre più sentita.
Le attuali leggi sulle limitazioni del tasso alcolemico e il diffondersi della cultura anti-spreco da una parte, il desiderio imperante di non rinunciare ad una buona bottiglia di vino dall’altra, hanno portato diversi ristoratori, negli Stati Uniti ed in Francia in primis, a proporre ai propri clienti che ordinano una bottiglia di vino e non la bevono tutta a tavola, la possibilità di portarla via. La storia degli ultimi dieci anni testimonia come a proporre questa soluzione pratica, che mette d’accordo tutti e consente di degustare il vino al ristorante senza il rammarico di averne lasciato mezza bottiglia o peggio, l’obbligo di finirla tutta, sono state le donne, tra cui le Donne del Vino.
In Campania a ripresentare questa proposta è la ristoratrice e sommelier dell’Ais, Giuliana Moscati della Locanda Contemporanea Giù al Mulino (www.giualmulino.it), a Pontecagnano Faiano, a pochi chilometri da Salerno.
“Ogni bottiglia scelta e non finita a tavola viene tappata e messa in un sacchetto per il trasporto – spiega Moscati -. In questo modo, anche chi è consapevole di non poter bere un’intera bottiglia a tavola, può sentirsi libero di ordinare il vino che preferisce con la tranquillità di potere finire di bere la bottiglia a casa in un altro momento”. La praticità si unisce in un binomio indissolubile con la qualità della cucina, l’intuizione femminile con l’innovazione di questa formula del bere bene, lo charme della location storica, un antico mulino ristrutturato con la Locanda Contemporanea aperta il venerdì sera, il sabato sera e la domenica a pranzo e il sovrastante Bed & Breakfast dalle accoglienti camere aperto tutti i giorni della settimana.Phyllis De Stavola

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